vaccinazioni in gravidanza e immunizzazione passiva

VACCINI E SISTEMA IMMUNITARIO: COLLABORIAMO

L'articolo di oggi si ricollega al precedente: è una precisazione sul vaccino tetano-difterite-pertosse che la mamma puó effettuare in corso di gravidanza.

L'articolo di oggi si ricollega al precedente: è una precisazione sul vaccino tetano-difterite-pertosse che la mamma puó effettuare in corso di gravidanza. 

Come un po' avevo immaginato, dato il contesto storico in cui ci troviamo, l'argomento ha suscitato un po' di critiche ed osservazioni da parte di pazienti, donne che spesso prendono informazioni dal web da siti non sempre ufficiali: le "male informazioni", quelle mal postate e poco chiare, in grado di creare confusione se prese per vere...

...il motivo per cui, di fatto, ho deciso di aggiungere alla mia già piena attività professionale, anche un blog!

Quello di oggi, quindi, è un argomento di precisazione, che va a spiegarvi come reagisce e funziona il nostro sistema immunitario verso le infezioni. Chiarisce, spero, il perché è bene,o almeno consigliabile, che la mamma si vaccini durante la gravidanza e perché è bene vaccinare lo stesso i bimbi, anche in allattamento.
Per potervi fornire una spiegazione più dettagliata e precisa, ho chiesto ulteriori delucidazioni e informazioni a un amico e collega immunologo, il quale mi ha fatto una sorta di "ripasso".
Quindi, adesso "mi limito" a passarvi informazioni di uno specialista esperto e, ovviamente, fondate sulle mie conoscenze in medicina.

Dobbiamo partire dalle basi! Il nostro sistema immunitario, ovvero quell’insieme di cellule in grado di difenderci dalle infezioni, produce e combatte attraverso delle proteine chiamate anticorpi o immunoglobuline . Sono le nostre "armi di battaglia" contro i batteri e i virus che invadono il nostro corpo.
Quando incontra per la prima volta un determinato batterio, il nostro sistema immunitario non è in grado di combatterlo efficacemente da subito e di produrre le armi efficaci fin dal primo momento. Ecco il motivo dello scaturire dei sintomi delle relative malattie che contraiamo.
Il nostro organismo reagisce inizialmente producendo le IGM, Immunoglobuline di tipo M, che sono le prime armi usate. Di immunoglobuline ne esistono di vari tipi, cinque per essere precisi, ognuna con delle particolari caratteristiche. Abbiamo quelle tipo A, a livello gastro intestinale, IGD, IGE, IGG e IGM. Le ultime due sono quelle presenti e circolanti nel sangue e intervengono all'incontro con un battere o un virus.

Al primo incontro con il batterio il corpo produce, quindi,le IGM in maniera casuale, fino a trovare quelle che sono le "armi migliori" per debellarlo e di cui fa delle copie perfette da tenere sempre pronte, le IGG. Dopo 4/6 settimane il nostro sistema immunitario è in grado di produrre a catena di montaggio delle IGG specifiche, quindi quelle armi "già pronte" e, soprattutto, altamente specifiche, che tiene pronte nel caso in cui si incontri quel battere nuovamente. Sono anche definite Immunoglobuline della memoria, quelle che, in caso di necessità, sono in grado di debellare l'infezione in 1/3 giorni senza avere sintomi.

Come si fa ad aumentare più velocemente le IGG senza passare dalla battaglia/sintomi? Tramite la vaccinazione e l’immunizzazione passiva.
Quest'ultima è proprio quella che avviene tramite il passaggio nella placenta,ovvero il trasferimento da parte della madre di quelle che sono le IGG specifiche presenti in quella mamma per quelle patologie che quella stessa mamma ha contratto prima della gravidanza, ed oltre che attraverso la placenta, questo trasferimento avviene anche attraverso il latte materno. In questo ultimo caso però passano però solo le IGA, quelle presenti solo le tratto gastrointestinale e che anche nel neonato resteranno solo a livello gastrointestinale, non circolando quindi nel sangue.

Le immunoglobuline di tipo G iniziano a passare dalla mamma al feto a partire dall'inizio della 13esima settimana fino alla 27 esima e aumentano mano a mano che si procede con la gravidanza. Ecco spiegato perché i nati prematuri, non avendo ricevuto quantitativi corretti di IGG da parte della mamma per mancanza di esposizione in utero, sono più facilmente soggetti alle infezioni.

Che cosa succede durante il trasferimento delle Immunoglobuline?

Sarebbe bellissimo se la mamma potesse sempre trasferire le sue difese immunitarie “eterne” al proprio figlio...e sarebbe anche la volontà di ogni mamma! In realtà, però, le immunoglobine che la mamma trasferisce al feto durano solo fino a 6/8 mesi dopo la nascita, venendo poi degradate..hanno quindi una data di scadenza!! E il bimbo appena nato può produrne di sue solo dopo qualche settimana dalla nascita, non da subito, per cui se la madre non gli desse delle armi già confezionate, il bimbo sarebbe destinato a morire in breve tempo per le infezioni anche banali. Quindi, quando noi ci vacciniamo in gravidanza contro la pertosse, diamo una immunità ai nostri piccoli per un lasso di tempo di qualche mese dopo la nascita, il tempo richiesto per vaccinare nuovamente il piccolo proprio per la pertosse. Ecco perché si consiglia di vaccinare anche il piccolo ai tre mesi dopo la nascita.

Quindi, riassumendo, consigliamo alla mamma di vaccinarsi in gravidanza per poter fornire alla mamma stessa la possibilità di dare, a sua volta, al proprio bambino quelle difese importanti per i primi mesi di vita, nei quali il suo corpo non è ancora in grado di produrre armi adeguate contro i batteri.

Dopo questo complicato discorso, non vi sto a precisare quali sono le problematiche legate alla pertosse, ma vi consiglio di visitare i SITI SPECIFICI legati a questa patologia, per poter poi consapevolmente scegliere se vaccinarvi.

Nel caso vorreste ancora delucidazioni sull'argomento... Io vi aspetto qua :-)

Buona giornata! 

Ilaria 

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