il diritto si scegliere interruzione di gravidanza

IL DIRITTO DI SCEGLIERE

E' necessaria una piccola premessa: esiste dal 1978 una legge, la 194, che si chiama "Legge per la tutela della maternità e dei diritti delle donne", grazie alla quale è prevista la possibilità di effettuare in Italia quella che è l'interruzione volontaria di gravidanza.

Buongiorno amiche lettrici! Oggi sento il bisogno di spiegare due cose (che non vogliono assolutamente avere un aspetto politico, ne tanto meno surriscaldare gli animi dei credenti o dei contrari) semplicemente a proposito di quelli che sono i diritti delle donne


Ciò nasce in seguito a quanto è successo in Umbria la settimana scorsa, quando è stata abrogata, cioè annullata, una delibera approvata nel 2018, che prevedeva la sperimentazione dell'aborto farmacologico in day hospital.

Per esporvi ciò ho posticipato di una settimana l'uscita dell'articolo (ma non temete... uscirà lunedì prossimo!!!) sul tema diastasi dei muscoli retti dell’addome, risultato dell'intervista ad un'amica fisioterapista ferrata su questo tema, la Dott.ssa Marina Causa.


E' necessaria una piccola premessa: esiste dal 1978 una legge, la 194, che si chiama "Legge per la tutela della maternità e dei diritti delle donne", grazie alla quale è prevista la possibilità di effettuare in Italia quella che è l'interruzione volontaria di gravidanza.


L'interruzione volontaria di gravidanza è, appunto, l'interruzione di una gravidanza che sarebbe proseguita normalmente ma che, per motivi diversi per ogni donna, lei stessa può decidere di interrompere. L’interruzione, dunque, avviene su volontà espressa dalla paziente stessa e si effettua entro le 12 settimane + 5 giorni di gravidanza, ovvero entro i primi tre mesi. Le modalità con le quali si può interrompere una gravidanza sono sostanzialmente due:

 1- esiste una pillola farmacologica, chiamata RU486 

 2- intervento chirurgico 


Vorrei però parlare solo della RU486, perché è proprio questa modalità che è stata colpita in Umbria. 


La pillola RU486 ha un'azione di blocco sull'embrione che si sta formando, fermando in pratica quella veloce moltiplicazione cellulare necessaria a far formare un essere vivente, e si effettua in periodi precoci, entro un breve periodo rispetto a quando la donna scopre di essere incinta. 


In Italia deve essere somministrata entro i primi 49 giorni di amenorrea, ovvero entro i primi 49 giorni di assenza del ciclo. Negli altri Paesi Europei il limite è fino a 69 giorni. Può essere somministrata solamente in ospedale, quindi sfatiamo qui un altro mito: la pillola abortiva non si compra in farmaci, a differenza della pillola del giorno dopo, che di abortivo non ha nulla!!! In alcune regioni, Liguria compresa, come anche Toscana, Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e, fino a pochi giorni fa, Umbria,per l'assunzione della pillola non è previsto alcun ricovero: la paziente si presenta in ospedale all'appuntamento prestabilito e previa documentazione che attesti la sua volontà di interrompere la gravidanza (rilasciata da un medico non obiettore di coscienza), assume la pillola abortiva e va a casa. Dopo 48 ore si recherà nuovamente in ospedale, in un regime di day hospital, ovvero senza pernottamento, per terminare la procedura e assumere delle pillole, la cui funzione è volte all’espulsione del materiale abortivo.

 Oltre i 49 giorni si procede, invece, con l'interruzione chirurgica: anch'esso in day hospital,si entra al mattino, viene eseguito l’intervento e la sera si torna a casa.In questo caso si tratta di un intervento chirurgico, che richiede una gravidanza un po' più avanti come settimane, ma sempre e comunque entro e non altre le 12 settimane e 5 giorni e la sua finalità è sostanzialmente la rimozione chirurgica della gravidanza.


Qual è il problema attuale, in Umbria, ma anche nelle altre regioni in cui non si può effettuare la RU486?


 Nelle regioni che non abbiamo prima menzionato, la possibilità di day hospital per l'assunzione della pillola abortiva non è prevista. Si prevede quindi un ricovero di tre giorni, da quando si assume la pillola a quando di assumono le pillole di espulsione. Significa che donne che potrebbero evitare un intervento chirurgico dovranno recarsi in regioni limitrofe per intraprendere la strada della loro decisione oppure restare in ospedale, in un reparto di ostetricia nel 99% dei casi, per tre giorni. Ci sono molte donne, molte giovani, giovanissime che optano per l'assunzione della pillola proprio per rimanere nella discrezione, grazie al "non ricovero", non volendo o non potendo far sapere a familiari o compagni della gravidanza....


Sottolineo questo fatto facendo solamente un ragionamento, perché questa non è questa la sede di giudizio su motivazioni etiche o religiose... perchè vi assicuro che le motivazioni che portano una donna a interrompere una gravidanza sono molte e disparate. 


Ho visto donne giudicare altre donne che avevano effettuato interruzioni di gravidanza e nel momento in cui ci si sono trovate, le ho viste capire che dare giudizi quando una situazione non la si può capire è un qualcosa che non va fatto. Portare al ricovero in seguito all'interruzione farmacologica della gravidanza di tre giorni, come accadrà ora in Umbria, vale a dire che le donne non hanno più la possibilità di effettuare un qualcosa che è una loro scelta a livello di privacy


Spero con questo articolo di non aver portato scompiglio, non aver suscitato ripercussioni a livello psicologico per chi si ritiene più sensibile all’argomento. Questo discorso non vuole essere né un giudizio moralista né una parata politica. Dico solo che è un diritto... uno dei diritti che le donne italiane si sono tanto duramente conquistate nel 1978. Prima le donne italiane andavano ad abortire in Paesi stranieri o in condizioni precarie, prive di assistenza medica, rischiando anche la vita. Ritornare indietro in quello che è un progresso, moralmente o eticamente opinabile, vuol dire perdere dei diritti.... 

E in questo momento non dovrebbero essere dei diritti ad andare persi.


Volete dirmi la vostra opinione? Ovviamente in tranquillità e pacificamente... Siamo tutti in libertà di pensiero e i vostri li ascolto volentieri!

Buona giornata

Ilaria!


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