GRAVIDANZA IN COMPAGNIA: LE EMORROIDI

Ma quando è che le emorroidi possono comparire in gravidanza? 

La risposta è: in qualunque momento. Nel primo trimestre di gravidanza i cambiamenti ormonali favoriscono la dilatazione delle vene e di quelli che sono i cuscinetti emorroidali.

Se vi dico emorroidi, molte di voi sanno di cosa si tratta…direi quasi tutte!! Sappiamo che sono le strutture venose e anatomiche del canale anale, dei cuscinetti venosi del canale anale, e comunemente, quando ne parliamo, è per indicare quella che è la loro disfunzione. In gergo comune, infatti si intende “ emorroidi” quando sono già patologiche, accompagnate da sintomi come dolore, bruciore, prurito, sanguinamento o il prolasso.


Ma forse non tutte sanno che a seconda della gravità della situazione si suddividono in quattro diversi stadi.

Abbiamo le emorroidi interne, quando percepiamo soltanto i sintomi, ma non sono visibili.
Le “prolassanti" sono il secondo stadio: quando rientrano spontaneamente, cioè si affacciano dall’ano sotto sforzo, ma poi da sole e spontaneamente rientrano in sede.
Il terzo stadio è caratterizzato dalle emorroidi prolassanti che devono essere spinte all'interno manualmente.
Infine nel quarto stadio abbiamo quelle costantemente prolassate.
Quando si parla di patologia, che noi vedremo in questo articolo in correlazione alla gravidanza, siamo davanti ad una disfunzione che interessa proprio queste vene emorroidali.
Potrebbero anche formarsi grumi di sangue al loro interno che amplificano il sintomo, causato quindi non solo dalla loro “caduta” fuori sede, ma anche da un ristagno di sangue al loro interno.

Ma quando è che le emorroidi possono comparire in gravidanza?

La risposta è: in qualunque momento. Nel primo trimestre di gravidanza i cambiamenti ormonali favoriscono la dilatazione delle vene e di quelli che sono i cuscinetti emorroidali.
Andando avanti con le settimane di gravidanza, verso il quinto mese, la loro comparsa è data dal fatto che l'aumento di volume del sangue, della pressione addominale e dell'utero gravidico, che è sempre più riempito dal bimbetto sempre più grosso. Tutti questi fattori portano ad una debolezza della resistenza dei vasi venosi emorroidali, che possono dare segni di sé. La condizione si aggrava sempre di più quando ci si avvicina al parto, perché prevalgono anche dei fattori di tipo comportamentale, come la scarsa attività fisica, e quella meccanica, dato il volume che ormai occupa l'utero nella pancia e le spinte verso il basso.

I sintomi che portano a riconoscere le emorroidi durante la gravidanza sono solitamente un dolore anale intenso durante l’evacuazione, che può anche essere accompagnato da perdite di sangue. Ciò è accompagnato da molta ansia da parte della mamma, perché non sa da quale parte il sangue fuoriesca. Riconoscerne la provenienza è semplice, basta osservare la posizione delle perdite ematiche dallo slip o nella carta igienica per potersi subito tranquillizzare. Possono dare anche prurito e bruciore anale, oltre che una sensazione di pesantezza e secchezza a livello del retto.

La terapia per le emorroidi durante la gravidanza è scelta sull'entità del sintomo del disturbo.

Quando sono emorroidi nuove e non particolarmente fastidiose, è sufficiente una terapia prescritta dal proprio ginecologo, sia locale che per bocca, volta a ridurre l'infiammazione e dare una maggiore elasticità ai tessuti!
Di sicuro bisogna prestare attenzione in gravidanza all'igiene anale, utilizzando acqua tiepida e sapone acido, che insieme ne favoriscono la guarigione e diminuiscono il rischio di infezione nel momento in cui queste vene si siano tagliuzzate per via delle feci dure.
Anche curare l'alimentazione, arricchendola di fibre e acqua, in modo da mantenere un transito regolare e non eccessivamente duro, può essere di aiuto. Più le feci sono morbide, più si riduce lo sforzo della defecazione, la quale è una delle principale cause delle emorroidi.
L'ideale sarebbe anche praticare una regolare attività fisica, che favorisca l'attività intestinale oltre che la circolazione: è sufficiente una passeggiata “ lunghetta" per tenere attiva tutta la muscolatura del corpo.

Per prevenire le emorroidi l'ideale sarebbe, invece, ridurre tutte le fonti di stress e godersi la gravidanza in maniera serena. Lo stress è uno dei fattori di rischio più comuni per il 90% delle patologie mediche.


Gli accorgimenti che possono aiutare sono: non trattenere troppo le feci, in quanto è una fatica inutile, che va a compromettere quelli che sono i vasi rettali e gli emorroidali. Anche evitare di stare nella stessa posizione per lungo tempo può aiutare: cambiando spesso la posizione del nostro corpo si cambia anche lo stress del nostro peso e delle pressione esercitata sui vasi.
Ricordiamoci, dunque, di bere molto, almeno 2 litri di acqua al giorno fuori pasto e incrementare nella quotidianità una camminata di almeno 20/30 minuti al giorno per favorire la circolazione e il transito intestinale.

Se non saranno sufficienti queste accortezze, il quadro della situazione potrà essere affrontato nel momento successivo alla gravidanza dal medico deputato a questo ambito.

Dubbi? Domande? Scrivetemi tranquillamente!!!

Buona settimana!
Ilaria

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