diastasi addominale post parto

DIASTASI ADDOMINALE POSTPARTUM

La Diastasi Addominale o Diastasi Retto Addominale (DRA) è una condizione clinica caratterizzata dalla separazione dei muscoli Retti dell’Addome; quando la distanza tra di essi supera i valori normali diventa patologia.

Come promesso e anticipato all'interno dello scorso articolo, oggi parliamo di diastasi addominale post parto. E lo facciamo con la Dottoressa Marina Causa

Fisioterapista esperta in riabilitazione del pavimento pelvico presso lo Studio Fisioterapico NovaRehab® Genova.

Dottoressa Causa, come si manifesta la diastasi addominale post parto?

Sappiamo che questa problematica affligge molte donne dopo che hanno partorito.
La Diastasi Addominale o Diastasi Retto Addominale (DRA) è una condizione clinica caratterizzata dalla separazione dei muscoli Retti dell’Addome; quando la distanza tra di essi supera i valori normali diventa patologia. Può esistere in uno o più regioni della Linea Alba. La Diastasi Addominale è soprattutto caratterizzata da un assottigliamento della linea alba che può portare ad una protrusione verso l’esterno del contenuto addominale (ernia). Spesso è visibile una protrusione anteriore minore che prende il nome di pinna.
È indispensabile sottolineare che esistono diversi tipi di DRA come esistono diversi tipi di donne.

Spieghiamo alle nostre lettrici che cosa è la linea alba?

È una struttura aponeurotica situata nella porzione mediana dell’addome che prende il nome dal latino “albus” che significa bianco come il colore delle fibre collagene di cui è formata.
È situata proprio in mezzo ai muscoli retti dell’addome.

Quali possono essere le cause di DRA?

Insieme all’obesità una delle cause principali di Diastasi Retto Addominale è la gravidanza. Proprio nel periodo gestazionale, lo stiramento del muscolo retto addominale, operato dall’interno, dall’utero in continuo accrescimento, diventa una delle cause principali della separazione dei muscoli retti addominali incrementata dall’instaurarsi di un nuovo equilibrio ormonale, fattore favorente l’assottigliamento dei tessuti connettivi e quindi della stessa linea alba.

Quali possono essere i fattori di rischio per una donna in gravidanza?

Anche se purtroppo la causa di questa separazione durante la gravidanza non è prevedibile, sono stati comunque individuati dei fattori di rischio:

• l’età della gestante superiore ai 35 anni
• il feto con un peso elevato
• la gravidanza gemellare
• precedenti gravidanze

È stato dimostrato che la distanza tra i muscoli retti addominali (IRD), si amplia nelle donne in gravidanza entro il terzo trimestre. In più della metà delle donne la diastasi permane a 8 settimane dal parto. Sebbene in alcune donne la diastasi si risolva entro 6 mesi dal
parto (60,7%), in molte questo non avviene anche ad 1 anno.

Quando si può parlare effettivamente di diastasi? Ci sono inoltre dei sintomi che permettono di riconoscerla?


Gli studi ci dicono che la distasi diventa un problema quando la separazione tra i retti corrisponde a 2-3 dita (diastasi lieve), fino ad arrivare ad una distanza inter-retti oltre le 4 dita (diastasi grave).
La ricerca non indica che le donne con diastasi dei retti sperimentino maggiormente dolore lombopelvico, prolasso degli organi pelvici o incontinenza urinaria rispetto alle donne senza diastasi. La clinica ci suggerisce, tuttavia, che è consigliabile migliorare la stabilità della parete addominale (core stability), ove questo sia possibile, con tecniche specifiche di tipo fisioterapico. Un corretto training muscolare potrà avere un effetto positivo sia dal punto di vista funzionale che estetico.

Ci sono dei mezzi per risolvere la diastasi addominale? Cosa sarà necessario fare?

È importante strutturare un progetto riabilitativo personalizzato sulla donna, con l’obiettivo specifico di correggere e ricostruire il suo addome. A tal proposito è necessaria una valutazione interdisciplinare tra diverse figure quali: il ginecologo, l’ecografista, la fisioterapista e la nutrizionista.
Per prima cosa sarà necessario guidare la donna a sviluppare la consapevolezza che il suo addome, pur essendosi modificato a seguito della gravidanza, potrà, attraverso un adeguato progetto riabilitativo, acquisire nuovamente la naturale armonia estetico-funzionale.
Successivamente attraverso l’approccio fisioterapico, utilizzando l’esercizio terapeutico assistito, tecniche specifiche di rieducazione posturale (metodo ipopressivo) e terapia manuale, sarà possibile migliorare il reclutamento muscolare (e la propriocezione) al fine di ridurre la distanza tra i due muscoli retti, stimolando indirettamente le fibre collagene della linea alba. Il trattamento della disfunzione dell’addome dovrà essere integrato, parallelamente, al trattamento del pavimento pelvico.

Per qualsiasi altra informazione sull'argomento o domande da rivolgere a me o alla dottoressa Causa non esitate a chiedere!

Buona giornata!
Ilaria

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