autoerotismo e sesso virtuale

Autoerotismo nel terzo millennio

Lo scorso venerdì ho partecipato ad un corso di sessuologia a Milano. E' stato estremamente interessante e soprattutto ho apprezzato l'intervento sostenuto dalla Prof. Marina Anzil. Oggi vi vorrei rendere partecipi proprio di questa esperienza, relazionandovi su quello che ho potuto apprendere durante questa giornata sull' autoerotismo nel terzo millennio. Al congresso scientifico erano presenti ginecologi e psicologi, per una visione sempre più multidisciplinare.

Lo scorso venerdì ho partecipato ad un corso di sessuologia a Milano. E' stato estremamente interessante e soprattutto ho apprezzato l'intervento sostenuto dalla Prof. Marina Anzil. Oggi vi vorrei rendere partecipi proprio di questa esperienza, relazionandovi su quello che ho potuto apprendere durante questa giornata sull' autoerotismo nel terzo millennio. Al congresso scientifico erano presenti ginecologi e psicologi, per una visione sempre più multidisciplinare.


Sono rimasta molto perplessa nell' apprendere come il mondo attuale sia diventato una vera e propria "economia del sesso". Esistono numerose applicazioni, video e altri strumenti che permettono di conoscere e...sì, fare sesso, in maniera virtuale...tramite internet e non solo!!


Ciò è davvero da considerarsi economia del sesso, dove la persona è reputata come il consumatore, che richiede di essere sempre più individualista, autodeterminato, di poter provvedere alla propria autostima e alla propria crescita senza dover intraprendere alcun rapporto interpersonale.

Quello che è emerso dalla relazione della collega è che la nuova generazione, chiamati "iGen", quelli nati dopo il 1995, la generazione nata con la " i " di iphone e ipad, si trovano in un ambiente in cui la relazione sessuale e il rapporto di coppia può presentare sostanzialmente "un problema". Vi è maggiore timore delle malattie sessualmente trasmissibili, delle gravidanze indesiderate e in generale vi è paura che un rapporto di coppia possa indurre in qualche modo la riduzione della soddisfazione dei propri desideri personali.

Già nel 2016 il Journal of Sexual Medicine aveva pubblicato un articolo che descriveva come si stava andando incontro alla separazione tra sesso e sentimenti. Rivelava quella che si era già difronte alla diminuzione dell'attività sessuale maschile e all'aumento della mancanza di desiderio, con anche la crescita del numero dei "matrimoni bianchi" , quelli in cui non viene consumata l'attività sessuale. Vi è quindi una sorta castità di ritorno. 


Ma come si ovvia, quindi, a quelli che sono gli istinti sessuali?


Il consumatore opta sull'autoerotismo e sul sesso virtuale: ovvero l'individuo, può approdare a livello di internet a poter “consumare” un rapporto sessuale virtuale con le numerose applicazioni che, come vi dicevo, sono presenti in rete.
Sono rimasta un po' perplessa di come, oltre ai noti siti di appuntamento e alle chat online in cui si possono conoscere persone, siano disponibili anche delle macchine, dei veri e propri robot, sempre più vicine al reale! Sono in commercio delle donne virtuali, chiamate Harmony, le quali sono dotate di numerosissimi microchip per poter interagire agli stimoli tattili del suo proprietario ed è impressionantemente simile alla donna reale. Il compratore, tendenzialmente di genere maschile ma non solo, può sceglierne le caratteristiche, sia dal punto di vista estetico che caratteriale. Con essa può consumare rapporti sessuali del tutto "ottimali", in quanto le sue prestazioni non saranno mai messe "in discussione": la bambola è programmabile per avere orgasmi multipli e apprezzare sempre le prestazioni sessuali del fruitore.
Esiste anche per le donne una bambola virtuale analoga, un po' meno precisa e un po' meno caratterizzata in fatture estetiche e caratteriali: è Gabriel ( non Garko!!!) dotato di un pene bionico della durata di circa venti minuti, del quale però non è stato ad oggi programmato per "chiacchierare" con le donne; quindi sembra essere qualcosa di più fallimentare rispetto al "robot donna" in quanto è meno in grado di soddisfare le esigenze emotive delle donne.

Nel 2018 sono stati pubblicati dei sondaggi dove si richiedeva se il sesso virtuale con robot o tramite chat/ applicazioni poteva essere considerato come tradimento. Il 33% degli uomini ha affermato che questo non è tradimento!!! La giustificazione è che non c'è alcun coinvolgimento emotivo. Il 30% delle donne invece lo ritiene tale.

In sostanza, sono rimasta molto perplessa nello scoprire che esiste anche una sorta di coprischermo, chiamato kissinger, acquistabile on line, che si posiziona sopra lo schermo dell' Iphone con una sorta di spugnetta: premendoci le labbra sopra e cliccando sull'apposita app si avrà la sensazione di dare e ricevere baci al limite del reale. Il solo pensiero mi lascia un po', ripeto, perplessa!!!!

Se da un alto sono d'accordo sul sensibilizzare a proposito delle malattie sessualmente trasmissibili, quindi verso un sesso e dei rapporti interpersonali in senso lato consapevoli sia da parte del genere maschile che femminile, dall'altra resto basita nell'apprendere che invece di imparare a proteggersi, si decida per il virtuale!!! Così come invece conoscere il proprio corpo per un autoerotismo “vecchio stile” si debba ricorrere ad un robot...anche se pare che per il genere maschile non sia proprio considerato un tabù, mentre cosa diversa è per le donne, che ad oggi sono ancora molto spesso non a piena conoscenza delle loro "capacità sessuali" e dei propri organi come il clitoride e il fantomatico punto G, la possibilità di avere orgasmi multipli. Il rischio che è emerso dalla relazione della dottoressa Anzil è quello di un forte individualismo. Spero che sia una visione del tutto catastrofica ed esagerata. 


Promuoverei la possibilità di conoscersi per strada, dove ti relazioni, parli faccia a faccia; il rapporto sessuale deve essere un completamento di quello che è il "provare sentimenti" reciproci di fiducia e rispetto e l’ auroerotismo un modo per “conoscersi” meglio. Non mi sento di promuovere i rapporti "mordi e fuggi", nè tantomento quelli virtuali, pur apprezzando i vantaggi che il web è la tecnologia possono offrirci. E voi, cosa ne pensate?

Dubbi o domande su questo argomento "very strong"? Sono qui per rispondervi!

Alla prossima puntata!

Ilaria


Il mio articolo precedente lo potrai trovare QUI

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