amniocentesi e villocentesi, dottoressa dellacasa ilaria

AMNIOCENTESI E VILLOCENTESI: AVERNE PAURA?

Oggi affrontiamo il tema dei test prenatali invasivi: amniocentesi e villocentesi.

Oggi affrontiamo il tema dei test prenatali invasivi: amniocentesi e villocentesi. 


Si dicono “invasivi” perché per entrambi è prevista l’introduzione di un ago a livello della parete addominale materna per accedere all’utero, nel primo caso per poter prelevare i villi coriali, ovvero quello che sta diventando placenta (si effettua alla fine del terzo trimestre), mentre nel secondo caso per prelevare un pò di liquido amniotico (si effettua dalla 16esima settimana). Il suo essere invasivo è quello che rende questi test sempre un pò mal visti dai futuri genitori, talvolta gettandoli nel panico, per la paura di aborto spontaneo, rottura del sacco amniotico, danni al bimbo...

In realtà, al giorno d'oggi, il tasso percentuale che questi eventi avversi avvengano è molto basso: è stimato per entrambi intorno al 1 su 100. 

Tradotto in termini più chiari, significa che in caso di esecuzione di amniocentesi o villocentesi una donna su cento potrebbe avere problemi di questo tipo, ma le altre 99 donne non avranno alcun problema correlato all’esame.

Il dato collegato alle conseguenze negative di questi due esami è notevolmente diminuito nel tempo perché negli ultimi anni si sono migliorate le tecniche di esecuzione, e, soprattutto, non tutti i ginecologi eseguono questi esami, ma bensì ci sono centri specializzati con operatori esperti e sempre più spesso certificati.

La differenza tra questi due esami con i test di screening visti nell'articolo precedente, è nel risultato. Non sarà, qui, un risultato in dati statistici, ovvero in numeri con il calcolo della probabilità del rischio, ma avremo esiti che ci indicano se il "Feto è sano" oppure "Feto è affetto" da patologie cromosomiche, correlato dal numero di cromosomi presenti nel suo patrimonio genetico e la certezza se si tratti o meno di maschio o femmina.
Ricordiamo, tuttavia, che in medicina non ci sono certezze assolute, e un risultato di feto sano non è un dato certo al 100% nemmeno per l’amniocentesi e la villocentesi, esistendo un margine di errore, seppure inferiore all’1%, legato a quelli che vengono chiamati “mosaicisti”.

A chi è indicato l'esame di amniocentesi o villocentesi?

E' offerto gratuitamente a tutte le donne al di sopra i 35 anni di età o con note patologie genetiche nella famiglia o in almeno uno dei due genitori. Per quanto riguarda l’età, é ormai è risaputo che una mamma con un'età al di sopra di quella indicata ha, secondo le statistiche, una probabilità più alta di avere un feto affetto da patologie cromosomiche.
Come ho espressamente scritto poco fa, non è un esame obbligatorio, ma è offerto: ciò significa che a futura mamma può scegliere se sottoporsi al test oppure no, anche se noi medici abbiamo l’obbligo morale ed etico di invitarla ad eseguirlo. La scelta resta sempre e solo dei genitori, con la sola importanza che ogni scelta venga effettuata con consapevolezza.
Può eseguirlo, se lo desidera, anche la futura mamma di età inferiore, cioè dai 34 anni in giù: a sue spese, cioè privatamente.

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Buona giornata!
Ilaria

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